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    Alfredo Alessio Conti

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Sulla soglia dell’infinito

by: Alfredo Alessio Conti

Tutto, nella poesia di Alfredo Alessio Conti, le figure, le cose, le situazioni, i paesaggi; tutto batte secondo l’intimo pulsare cristiano di una materia che è anche psiche, riscatto, sublimazione, amore. Sono versi nei quali dominano l’abbandono fiducioso al destino, nell’attesa “della nuova rinascita”, e l’attenzione religiosa, dichiarata con voce di mistico, alla natura. Sprigiona da queste pagine una poesia come luce segreta che dalle cose rimbalza improvvisa verso la decifrazione possibile del mistero e come ansia che punta zigzagante a doppiare la meta della condizione incognita. L’attesa (“questa venuta che non arriva mai”) si trascrive talvolta in invocazione, qualche altra in stupore o nell’incertezza, si accende di un fuoco che fa rivivere sulla pagina l’avventura dell’uomo nella sua tormentata vicenda terrena.

“Che ne sarà / di noi” si chiede a un certo punto l’autore e quell’interrogativo in sospeso ha una pregnanza coinvolgente.

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Tutto, nella poesia di Alfredo Alessio Conti, le figure, le cose, le situazioni, i paesaggi; tutto batte secondo l’intimo pulsare cristiano di una materia che è anche psiche, riscatto, sublimazione, amore. Sono versi nei quali dominano l’abbandono fiducioso al destino, nell’attesa “della nuova rinascita”, e l’attenzione religiosa, dichiarata con voce di mistico, alla natura. Sprigiona da queste pagine una poesia come luce segreta che dalle cose rimbalza improvvisa verso la decifrazione possibile del mistero e come ansia che punta zigzagante a doppiare la meta della condizione incognita. L’attesa (“questa venuta che non arriva mai”) si trascrive talvolta in invocazione, qualche altra in stupore o nell’incertezza, si accende di un fuoco che fa rivivere sulla pagina l’avventura dell’uomo nella sua tormentata vicenda terrena.

“Che ne sarà / di noi” si chiede a un certo punto l’autore e quell’interrogativo in sospeso ha una pregnanza coinvolgente.

Meet the Author
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Alfredo Alessio Conti vive a Livigno con la sua famiglia. Ha conseguito il baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma e il titolo di educatore professionale presso l’E.S.A.E. di Milano, il Master – B.E.S. – Bisogni Educativi Speciali e il Master Scuola 3.0: Cyberbullismo e Gestione del Burnout- presso ICOTEA Istituto Formativo Ministeriale. Ha pubblicato diversi libri di poesia tra cui: Poesie Amiche, Arezzo, Gruppo Ed. Fruska, 1991, Nelle dune di Saffo, Bologna, Book Editore, 1994, E in questo mal di vivere, Roma, Lo Faro Editore, 2002, La verità nascosta, Collana Poesia Elegiaca dei Maestri Italiani dal 900 ad oggi, Milano, Guido Miano Editore 2020 con prefazione di Nazario Pardini ed è presente nell’ antologia on-line "La Poesia Italiana Contemporanea, dal Primo Novecento a oggi" nel sito www.italian-poetry.org.

“Sulla soglia dell’infinito”

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Recensioni

09/06/2022

Accattivante titolo, il nostro Autore ha scelto per scandagliare quello che l’uomo rincorre da sempre: scoprire, fin da ora, il mistero di un infinito che resta un miraggio per l’uomo di ieri, di oggi e di domani. Sarebbe affascinante poterlo svelare prima che sia troppo tardi e rimediare a certi errori e colpe che l’uomo moderno, non crede o non immagina più neanche di avere; particolarmente le giovani generazioni, distratte, abbagliate e confuse da attrazioni diverse da ciò che dovrebbe attirare la propria attenzione, per poter vivere, almeno, con maggiore serenità. Cogliendo dai diversi titoli delle liriche di Alfredo Alessio Conti si scorge già il percorso sul quale ci vuole condurre: e lo fa in modo chiaro, semplice ma, allo stesso tempo profondo. (Quando avrò) Quando avrò finito / il mio tempo / sarò goccia di dolore / ai tuoi occhi / salata come il mare / sulle tue labbra / brivi- do d’amore. Ricerca, dubbio, speranza e accoglienza si fanno presenti per accompagnarci attraverso un itinerario che sembra concludersi proprio “sulla soglia dell’infinito”; mentre invece si arresta a causa della nostra sovrastante natura umana, paratasi davanti come uno scoglio insormontabile dal quale nessuno riuscirà a liberarsi, fino a quando non avrà concluso l’intero percorso che ci è concesso.
Scrive, giustamente, Paolo Ruffilli: «Tutto, nella poesia di Alfredo Alessio Conti, le figure, le cose, le situazioni, i paesaggi; tutto batte secondo l’intimo pulsare cristiano di una materia che è anche psiche, riscatto, sublimazione, amore. Secondo gli accenti netti e cristallini di una scansione misurata, nella forma, ma aperta all’apporto di elementi vari che si intrecciano in un tessuto stratificato sul quale restano i contorni, quasi mito fotografie di quel- le persone, di quegli oggetti, di quei luoghi, stampigliati a fuoco proprio dall’amore (“L’amore è un fiume travolgente / sempre in piena / dirompente)» ed è proprio su questa ultima “consapevo- lezza” che saremo giudicati: se saremo riusciti a renderla credibile. Altrimenti incontreremo una realtà completamente diversa da quella che potevamo pensare o immaginare: (In attesa se ne van- no) «In attesa / di essere adagiato nella tomba / i dolori si incontrano/ si saldano tra loro per la perdita / e chinati silenziosi / aspersi d’acqua benedetta / se ne vanno consolati / a piangere / nella loro nuova / solitudine.» Allora, ecco qualcuno che deve richiamarci a quel trascendente obliato, schernito e, talvolta, deriso; quello immensamente profondo e capace di ridonarci la reale dignità umana. Ad una prima lettura si potrebbe scorgere un malcelato pes- simismo in questi versi, ma ad una più profonda decifrazione, si scopre che il filo conduttore, di tutto il volume, resta sempre la speranza: quella che non delude se contata nella sua essenza e nella completezza della comprensione. Scrive ancora, l’Autore, quasi al termine: (Sulla soglia) «Ho camminato / a lungo / in questa vita / a volte frettolosamente / a volte piano piano / a volte come i gamberi / sulla riva del mare / a volte pieno d’entusiasmo / a volte solitario / ed ora / sulla soglia dell’infinito / non mi resta / che percorrere / l’ultimo tratto.» dandosi e dandoci così la soluzione ad ogni interrogativo: se ce lo siamo posto! Il Conti si colloca sulla scia della profezia, facile da esplicitare, quando si ha il coraggio di pensare ad interrogativi, per quanto scontati, non lo sono mai: anzi, sono il sapore, la sapidità che necessita la nostra esistenza umana per essere vissuta con la libertà di figli, talvolta ribelli, o distratti; sempre pronti, però, a riprendere in mano le redini di un viaggio che da soli non sapremmo neppure terminare.  Il fascino del poeta, quello della poesia, necessaria a ricondurci nell’alveo di una liceità non scontata e, meno ancora, superata. Questo è, in definitiva, il percorso che ci offre l’Autore con queste ottime liriche; disponibili non solamente ad una serena lettura, ma anche capaci di farci pensare, riflettere, meditare con serena passione e il massimo trasporto spirituale: « pensieri / alla vista dell’immensità / che mi si schiude agli occhi / e non sarò più me stesso / e canto / un inno alla gioia / per un nuovo / inizio.»; a conferma di quanto abbiamo potuto incontrare leggendo questo gradevole libretto di poesie.

Rita Bompadre

03/03/2022