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    Luigi Crivellaro

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ISBN: 9788885460836

In Trasloco

by: Luigi Crivellaro

Ogni verso è intriso profondamente di vita pensata, esaminata nella sua inevitabile incertezza ed elaborata con la fredda conclusione della relatività del nostro esistere. La scrittura consegna valore alle parole e, mentre si scorrono pagine di una poesia che sorprende per la sua capacità di mutare nel linguaggio e nel ritmo, ci ritroviamo perfettamente a nostro agio dentro alla sapiente plasticità della composizione. Sentimento e razionalità si accoppiano e si sovrappongono in una fruttuosa e positiva ambivalenza e, procedendo nella lettura, sempre più prende forma il significato e la congruenza del titolo “In trasloco”. Tras-loco, ovvero locarsi altrove, perdere un luogo per trovarne un altro, questo comporta inevitabilmente il bisogno di elaborare una perdita, che forse è proprio la nostra stessa identità, costruita su tutto ciò che ha rappresentato finora un riferimento, ovvero la nostra bussola dell’esistenza. Significa rinunciare alla vita precedente e aprire un nuovo capitolo, di lunghezza e qualità dubbia.

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Books of Luigi Crivellaro
Overview

Ogni verso è intriso profondamente di vita pensata, esaminata nella sua inevitabile incertezza ed elaborata con la fredda conclusione della relatività del nostro esistere. La scrittura consegna valore alle parole e, mentre si scorrono pagine di una poesia che sorprende per la sua capacità di mutare nel linguaggio e nel ritmo, ci ritroviamo perfettamente a nostro agio dentro alla sapiente plasticità della composizione. Sentimento e razionalità si accoppiano e si sovrappongono in una fruttuosa e positiva ambivalenza e, procedendo nella lettura, sempre più prende forma il significato e la congruenza del titolo “In trasloco”. Tras-loco, ovvero locarsi altrove, perdere un luogo per trovarne un altro, questo comporta inevitabilmente il bisogno di elaborare una perdita, che forse è proprio la nostra stessa identità, costruita su tutto ciò che ha rappresentato finora un riferimento, ovvero la nostra bussola dell’esistenza. Significa rinunciare alla vita precedente e aprire un nuovo capitolo, di lunghezza e qualità dubbia.

Details

ISBN: 9788885460836
Publish Date: 2021
Page Count: 88

Meet the Author
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Laurea in ingegneria chimica presso l’Università di Padova, dopo una lunga attività nel settore degli impianti industriali, ha registrato nel 2013 il marchio “Biblioteca dei Leoni” e da allora si dedica all’editoria.  Questo non è il suo primo libro. In passato ha pubblicato due raccolte poetiche (Con pila tascabile, 1987, 2° classificato Premio Marco Carpena, e I soli dell’Orsa, 1999, entrambi per le Edizioni del Leone) e due romanzi (Fuori controllo, Corbo&Fiore, 1993 e Quaderni di un terrorista, firmato con lo pseudonimo Giano Corte Moschin, Biblioteca dei Leoni, 2016, concorrente al Premio Strega).

“In Trasloco”

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Recensioni

Gian Domenico Mazzocato

20/08/2021

LUIGI CRIVELLARO, SCRITTORE ED EDITORE
LA VITA COME INQUIETUDINE
di  Gian Domenico Mazzocato

LUIGI CRIVELLARO / IN TRASLOCO
con prefazione di Patrizia Riscica / Biblioteca dei Leoni, 2021
La vita come inquietudine. Anche come inchiesta, scavo e, soprattutto, ricerca di una regola di comportamento che garantisca almeno un po’ di sicurezza nella navigazione nel mare perennemente perturbato dell’esistenza. Per questo si cambia luogo, per questo si raccoglie il fardello delle poche cose possedute, per questo si vive una condizione di trasloco. Luigi Crivellaro disegna, nel suo terzo volume di liriche In trasloco, con mano sicura (e tuttavia spesso tremante per l’emozione del procedere) le coordinate di una vita che lui ha attraversato con passo silenzioso e discreto, come è nel suo carattere. Un’avventura che cattura e convince perché ci sono, accanto alle certezze, le fragilità e gli errori. E la memoria non può fare a meno dei rimpianti e dei ripensamenti. Una lirica, Dilemma, è una sorta di struggente dichiarazione di poetica. E forse, addirittura, un atto di fede nella poesia stessa e nella parola scritta, capace di elaborare e di dare un senso complessivo agli eventi. Ma se affiorano anche, dono profano, / rimorsi penosi e aspri pensieri  / della dura lontananza di ieri, / si frantuma contro pugni astiosi / e si allenta la sferica simbiosi / di morte e vita figlia e madre / in un maligno dilemma irrisolto / dove vien meno ogni amato volto. Un catalogo completo: memoria e rimorsi, vita e morte.
Crivellaro (laurea in ingegneria chimica, vita avventurosa di qua e di là della cortina di ferro inseguendo il suo lavoro di realizzatore di impianti industriali) ha davvero il trasloco come emblema della sua vita. Il poeta ha già all’attivo due notevoli volumi di liriche (Pila tascabile e I soli dell’orsa) e due romanzi. Nel 2013 ha fondato la Biblioteca dei Leoni,  casa editrice che si è segnalata per la qualità dei suoi libri e lo spazio e l’attenzione che ha saputo crearsi sul mercato dell’editoria nazionale. Il secondo romanzo, Quaderni di un terrorista, è un inquietante viaggio negli anni di piombo, delle stragi e delle bombe, rivisitati con gli occhi del “dopo”. Crivellaro lo firma con il nom de plume di Giano Corte Moschin. Quel Giano, capace di guardare davanti e dietro,  riporta proprio all’ultima silloge. Non una cetra // scordata a bandoliera ma di fedi / sicure una mitraglia micidiale / contro l’assillo di perenni assedi / alla vena di un cuore bifocale dice in una delle liriche conclusive, Bifocale. Anche il cuore, ovvio, è sempre in trasloco.
Tornano alla mente le parole di una giornalista e scrittrice siciliana, Rosaria Brancato. Quando impari a fare un trasloco, impari anche a buttare, a fare spazio, a mettere di lato, a scegliere. Impari a dare valore agli oggetti, a toglierne, a rivalutare. Impari a classificare i ricordi, categorizzarli, ucciderli, a farli piccoli o a farli grandi. Impari che tutto accade con un significato, che le persone sono compagni di viaggio, i posti complici d’incontro e le cose le foto delle memorie. È davvero la lezione di Crivellaro: si cambia posto per restare e difendere la propria identità, si butta per aria tutto per fare ordine, si occupano spazi per liberare spazi. È il gioco delle contraddizioni, è la vitale dialettica di un racconto che ognuno potrebbe assumere per sé, anche per l’indagine sul quotidiano che allude a sempre ad una realtà “altra” più duratura, meno aleatoria. La dimensione metafisica forse. Allora l’approdo del poeta non sarà la divina indifferenza di cui parla Eugenio Montale. Sarà, molto più probabilmente, nel suggerimento di Tiziano Terzani:  gli opposti e i contrasti si ricompongono nel divino. Detto con i versi di Crivellaro: ancora inquieto forse /ma della fonte dell’inquietudine / finalmente ignaro.

Patrizia Riscica

20/06/2021