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Il simpatico Yeti di Romano Garofalo
On 3 marzo 2016 | 0 Comments

Quest’oggi, l’intervista è dedicata allo humour, ai bambini e non solo, e al fumetto, con le opere di Romano Garofalo: giornalista, laureato in Lettere e Filosofia a Bologna, ha ideato e realizzato numerosi personaggi dei fumetti, pubblicati su molti quotidiani, periodici e giornali per ragazzi in Italia e all’estero: Jonny Logan, Slim Norton e il Barone Von Strip, Gangster Story.

 

Jonny Logan è un personaggio dei fumetti umoristici, nato nel 1972 dalla fantasia di Romano Garofalo e dalla matita di Leone Cimpellin. Lei è un giornalista approdato al mondo del fumetto proprio con Jonny Logan: ci parli della nascita di questo mitico successo, che poi è apparso anche in tv su “Supergulp”.

-Il mio proposito, con Jonny Logan, era quello di comunicare argomenti dell’attualità politica e sociale in chiave di satira,  rivolgendomi a un target fino ad allora non toccato dai fumetti ( con questo tipo di prodotto): ” i teenagers”. Jonny Logan vinse il primo premio Cartoonist a Rapallo nel 1975, per l’originalità del personaggio, mosso all’interno di un contesto ricco di significati polemici nei confronti della nostra società odierna. Jonny Logan è il protagonista di una scalcagnata banda di cacciatori di taglie. Assieme al Professore, Ben Talpa, Dan Muscolo, Mago Magoz, si dà da fare più che altro per sbarcare il lunario in una gara per l’esistenza sempre abbastanza precaria. Questo schema ripetitivo è, però, il pretesto per una satira di costume che, a distanza di anni, è sempre di grande attualità. Evidentemente le cose non sono poi cambiate di tanto…

In un periodo di grande esterofilia, inoltre, in cui si pensava che i fumetti dovessero essere ambientati negli Stati Uniti, Jonny Logan ha invece avuto il successo ed il coraggio di essere ambientato in Italia. Mai prima di Jonny Logan un fumetto rivolto agli adolescenti aveva trattato temi “difficili”, come “Colpo di stato all’italiana”, su un pericolo non tanto immaginario nell’Italia di quei tempi; “Favorevole o contrario”, sul controverso tema del divorzio; “La Mafia non esiste”, come amenamente affermavano in tv anche politici di un certo spessore; “Tartassa agente delle tasse”, su un tema attualmente piuttosto dibattuto, e potremmo continuare in queste citazioni perché Jonny Logan è stato, per certi versi, più di un fumetto: di mese in mese, di uscita in uscita, ha rappresentato uno spaccato “satirico e pungente” dell’Italia del tempo e, più in generale, un affresco dei nostri vizi e delle nostre virtù ( più gli uni che le altre…).

 

-Si sente più fumettista o giornalista?

-Direi più giornalista: con Jonny Logan  ho, se vogliamo definirla così, “ mischiato i generi”. Attualmente poi  mi dedico esclusivamente al giornalismo satirico poiché dirigo un  Giornale Quotidiano on line di Satira Politica e di Costume: ”Italian Comics”  www.italiancomics.it

 

-“I Racconti di Alfonso” sono una nuova serie per Biblioteca dei Leoni: com’è nata e con quale scopo? Può parlarcene?

-“I Racconti di Alfonso” sono una collana che prevede trenta  libri e che, in accordo  con l’editore,  presenteremo alla Fiera del libro per ragazzi a Bologna per verificare  se vi  sia la possibilità di cedere i diritti per una pubblicazione internazionale.

Il personaggio, come striscia disegnata, è stato già pubblicato in quasi tutta Europa, Sud America, Giappone , estremo oriente ecc, per cui speriamo  che anche la versione “ Racconto illustrato” possa avere lo stesso tipo di gradimento.

Tra l’altro, Alfonso, nel 1988, è stato il protagonista di “ Slurp”,  un contenitore del pomeriggio in Onda su Odeon TV ( in quel tempo importante network nazionale); nel 1991, inoltre, ottenne la “Palma d’oro al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera”. Le cito le motivazioni ufficiali: “Alfonso, piccolo e tenero Yeti, vive il suo difficile inserimento nella civiltà industrializzata attraverso strisce quotidiane e pagine domenicali ricche di umanissimi spunti umoristici e di sorridenti briciole di saggezza”.

 

 

-Ci parli meglio della storia

Alfonso è un tenero yeti che, un bel giorno, abbandona le valli innevate e si avventura tra la gente civilizzata. Adottato da una comprensiva vecchietta, inizia la sua scoperta del mondo. Alfonso, la nonnina e il pignolo Maestro Dante si incontrano ogni giorno: il maestro è tra i primi adulti coi quali Alfonso deve “fare i conti” nel suo processo di adattamento all’ambiente. E ne ha da imparare di cose, perché è privo di qualsivoglia conoscenza e ogni volta ripropone un certo modo di entrare in rapporto con la realtà che non rientra nei modelli di comportamento accettati dai più. Incomincia così la vita di Alfonso in società, che lui affronta con ottimismo e grande fiducia.

Alfonso, la nonna e Maestro Dante si incontrano ogni giorno per 30 giorni, in una solare stagione estiva ,nel giardino  di casa della nonna e qui Alfonso “racconta se stesso”. Nascono in questo modo “I Racconti Di Alfonso” .

Ogni volta il piccolo Yeti ripropone una situazione di vita che potremo definire “fuori dagli schemi”, in quanto evidenzia un certo modo di entrare in rapporto con la realtà che non rientra nei modelli di comportamento accettati dai più.

Inevitabile il contrasto con il maestro Dante che vorrebbe convincere l’allievo a seguire le regole della ragione piuttosto che le chimere del sogno e della sfrenata immaginazione. La nonna, dal canto suo, si mostra assai comprensiva nei confronti del suo Alfonso.

Su questa traccia, sempre uguale, si snodano situazioni che, al contrario, sono una girandola di invenzioni, fantasie, paradossi giocati, a volte, fino al limite del “nonsense”.

 

Perché la scelta di uno yeti come protagonista?

-Si è più che altro trattato di un pretesto per prendere  come protagonista un personaggio che sia una  “tabula rasa”, privo di qualsivoglia conoscenza: in questo modo,  ne “seguo” il suo ingresso in società e le sue prime esperienze.

 

-Qual è il messaggio che sta alla base del fumetto e che lei vorrebbe veicolare?

– Tutti i racconti vogliono veicolare un messaggio che sia divertente ma anche educativo, senza ovviamente alcun tipo di pedanteria.

Il racconto “La rivolta dei mostrodomestici” intende sottolineare che gli elettrodomestici sono utili, ma devono anche essere usati con prudenza, altrimenti possono  “ rivolgersi contro” e creare dei danni; mentre, ne “La nostalgia delle vecchie cose” il messaggio “educational” è il rispetto che il bambino deve avere verso le cose di uso quotidiano ( giochi, abbigliamento, oggetti d’uso scolastico e così via). In quest’ultimo, in particolare, Alfonso si trova in giardino con tutte le sue vecchie cose che maestro Dante considera “ rottami” ma che , per Alfonso , sono oggetti che lo hanno seguito lungo la sua vita e che, pertanto, sono diventati quasi degli amici, a cui ha anche dato un nome: Adamo, il parafango; Carlotta , la palla da tennis; Martina, la cartella; Luigina, la penna; Giuseppina, la racchetta… Alla fine, anche Maestro Dante si lascia persuadere dall’amore per suoi vecchi oggetti.

 

 

Qual è l’elemento che riunisce tutta la sua produzione sino ad oggi?

-Sicuramente mio interesse per la satira ,iniziato con Jonny Logan  e che ora prosegue con  il Quotidiano Italian Comics.

 

-Qual è il suo fumetto preferito?

-I Peanuts: assolutamente geniale.

 

-Qual è il suo modello di riferimento?

-Non il mondo dei fumetti.  Quando ho realizzato Jonny Logan mi sono infatti ricordato( riallacciato, sarebbe presuntuoso…) della  commedia latina e greca: Plauto e soprattutto Aristofane.

 

 

Ecco alcune immagini tratte da “I racconti di Alfonso”:

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