Scritture (7)
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    Quanti imprenditori oggi conducono una vita movi­mentata e avventurosa, vissuta tra un aereo e l’altro, dedicando poco tempo alla famiglia e a se stessi per tenere in piedi o per far crescere la propria azienda in un mercato sempre più turbolento?  Zeno Soave è uno di questi. Imprenditore dell’anno nel 2005, con un’azienda, la Socotherm – che rivestiva i tubi che trasportavano energia in punti anche molto lon­tani come i 4.000 Km del gasdotto Bolivia -Brasile – si racconta attraverso vari colloqui con lo scrittore Franco Faggiani, Traspare l’umanità di un imprenditore che ama inten­samente i suoi sei figli ai quali vuole trasmettere i valori che ha ereditato dalla sua famiglia. Zeno Soave racconta con franchezza e senza pudore tutto se stesso: il desiderio di primeggiare oltre che nello sci, anche nel lavoro e nella vita, gli errori, i successi e gli insuccessi, compresa la sua vita sentimentale quando in Costa Azzurra frequentava “un mondo dorato e con­sapevolmente effimero, che vivevo con allegria proprio perché lo consideravo a termine. Ci chiamavano les ita­liens e nel giro c’erano Gigi Rizzi, Odile Rubirosa, Mimmo Rotella, Brigitte Bardot, Maria Schneider”. Una storia imprenditoriale e familiare intima, coraggio­sa e divertente, con foto a colori su carta speciale, da leggere tutto d’un fiato.


    L’incoscienza di Zeno by: Zeno Soave 10,00 8,50

    Quanti imprenditori oggi conducono una vita movi­mentata e avventurosa, vissuta tra un aereo e l’altro, dedicando poco tempo alla famiglia e a se stessi per tenere in piedi o per far crescere la propria azienda in un mercato sempre più turbolento?  Zeno Soave è uno di questi. Imprenditore dell’anno nel 2005, con un’azienda, la Socotherm – che rivestiva i tubi che trasportavano energia in punti anche molto lon­tani come i 4.000 Km del gasdotto Bolivia -Brasile – si racconta attraverso vari colloqui con lo scrittore Franco Faggiani, Traspare l’umanità di un imprenditore che ama inten­samente i suoi sei figli ai quali vuole trasmettere i valori che ha ereditato dalla sua famiglia. Zeno Soave racconta con franchezza e senza pudore tutto se stesso: il desiderio di primeggiare oltre che nello sci, anche nel lavoro e nella vita, gli errori, i successi e gli insuccessi, compresa la sua vita sentimentale quando in Costa Azzurra frequentava “un mondo dorato e con­sapevolmente effimero, che vivevo con allegria proprio perché lo consideravo a termine. Ci chiamavano les ita­liens e nel giro c’erano Gigi Rizzi, Odile Rubirosa, Mimmo Rotella, Brigitte Bardot, Maria Schneider”. Una storia imprenditoriale e familiare intima, coraggio­sa e divertente, con foto a colori su carta speciale, da leggere tutto d’un fiato.

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    Il baccalà è uno dei piatti tradizionali della cucina italiana e, soprattutto, di quella veneta. Gustoso, diverso, popolare e raffinato insieme. Ogni regione ha la sua ricetta tipica, lo cucina alla sua maniera: bianco o rosso, alla veneziana o alla vicentina, alla genovese o alla messinese, alla maniera dei frati o delle monache.  Ma come è arrivato in Italia e come arriva oggi? Quali sono i segreti e le ricette da un capo all’altro della penisola? Il libro vi offre le risposte che cercate. Viaggia dalla laguna alle isole Lofoten, al Circolo Polare Artico. Lassù gli stoccafissi vengono appesi al vento e alla neve. Seguendo il merluzzo che diventa baccalà fino alle nostre tavole. Storia, ricettari, documenti e realtà. Dagli ultimi battitori all’ultimo mulino, un viaggio avventuroso, curioso, ma soprattutto saporito.


    Serenissimo baccala’ by: Ermanno Tagliapietra, Michela Dal Borgo, 14,00 11,90

    Il baccalà è uno dei piatti tradizionali della cucina italiana e, soprattutto, di quella veneta. Gustoso, diverso, popolare e raffinato insieme. Ogni regione ha la sua ricetta tipica, lo cucina alla sua maniera: bianco o rosso, alla veneziana o alla vicentina, alla genovese o alla messinese, alla maniera dei frati o delle monache.  Ma come è arrivato in Italia e come arriva oggi? Quali sono i segreti e le ricette da un capo all’altro della penisola? Il libro vi offre le risposte che cercate. Viaggia dalla laguna alle isole Lofoten, al Circolo Polare Artico. Lassù gli stoccafissi vengono appesi al vento e alla neve. Seguendo il merluzzo che diventa baccalà fino alle nostre tavole. Storia, ricettari, documenti e realtà. Dagli ultimi battitori all’ultimo mulino, un viaggio avventuroso, curioso, ma soprattutto saporito.

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    Questo è un libro di viaggi fatti, come precisa subito il titolo, preferibilmente al Nord: l’Europa settentrionale (Groenlandia, Finlandia, Danimarca, Svezia, Olanda, Germania, Norvegia, Islanda, Irlanda) e l’America settentrionale (Canada, Alaska). Domenico e Flavia Ventola ci sono andati insieme o separatamente in tempi diversi, con una loro personalissima opinione sul viaggiare: “la vita umana è troppo breve rispetto al numero infinito dei luoghi da vedere, perciò non vogliamo mai tornare, tranne qualche rara eccezione, nello stesso luogo, anche se ci ha soddisfatti in tutto.” Dietro alla curiosità del viaggiatore in cerca di posti nuovi da esplorare, si innescano mille riferimenti trainati e intrecciati dalla sensibilità visiva di Flavia, non per niente pittrice, e dal gusto della parola di Domenico, non a caso scrittore. Così, oltre la descrizione fisica dei luoghi, scorrono lungo le pagine i richiami alle stagioni e alle atmosfere, i dati storici, le considerazioni sociologiche e politiche, le implicazioni culturali e umane, gli usi e costumi di ogni paese, regione o città attraversati.


    Viaggi al Nord by: Domenico Ventola 10,00 8,50

    Questo è un libro di viaggi fatti, come precisa subito il titolo, preferibilmente al Nord: l’Europa settentrionale (Groenlandia, Finlandia, Danimarca, Svezia, Olanda, Germania, Norvegia, Islanda, Irlanda) e l’America settentrionale (Canada, Alaska). Domenico e Flavia Ventola ci sono andati insieme o separatamente in tempi diversi, con una loro personalissima opinione sul viaggiare: “la vita umana è troppo breve rispetto al numero infinito dei luoghi da vedere, perciò non vogliamo mai tornare, tranne qualche rara eccezione, nello stesso luogo, anche se ci ha soddisfatti in tutto.” Dietro alla curiosità del viaggiatore in cerca di posti nuovi da esplorare, si innescano mille riferimenti trainati e intrecciati dalla sensibilità visiva di Flavia, non per niente pittrice, e dal gusto della parola di Domenico, non a caso scrittore. Così, oltre la descrizione fisica dei luoghi, scorrono lungo le pagine i richiami alle stagioni e alle atmosfere, i dati storici, le considerazioni sociologiche e politiche, le implicazioni culturali e umane, gli usi e costumi di ogni paese, regione o città attraversati.

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    La nebbia arriva e non se ne va più. Una secca prodigiosa rende impraticabili le vie d’acqua, mentre cominciano a verificarsi fatti che non possono in alcun modo essere spiegati: da ambulatori a scuole, da farmacie a studi fotografici, da canili a uffici del catasto, fra medici basiti di fronte a casi clinici mai registrati prima e psicologi brancolanti, fra preti senza risposte e chiromanti messe alle strette da carte e sogni che sembrano solo presagire il peggio, uno dopo l’altro compaiono in città i segni premonitori di una catastrofe imminente. Lasciati da soli a scontare l’incapacità di darsi una ragione, gli abitanti di Chioggia hanno ormai una sola possibilità di comprendere l’enigma di inesplicabili proporzioni da cui sono stati colpiti: quella di interrogare la lingua. Che è vera madre ma anche figlia, inizio e fine di tutto, mistero e rivelazione. E la lingua risponderà, puntuale, in un apocalittico quanto emblematico regolamento di conti finale che non lascerà scampo a nessuno, nell’angosciante monito del vero e ineludibile responsabile di tanto rovesciamento.


    Lingua Madre by: Renzo Cremona 16,00 13,60

    La nebbia arriva e non se ne va più. Una secca prodigiosa rende impraticabili le vie d’acqua, mentre cominciano a verificarsi fatti che non possono in alcun modo essere spiegati: da ambulatori a scuole, da farmacie a studi fotografici, da canili a uffici del catasto, fra medici basiti di fronte a casi clinici mai registrati prima e psicologi brancolanti, fra preti senza risposte e chiromanti messe alle strette da carte e sogni che sembrano solo presagire il peggio, uno dopo l’altro compaiono in città i segni premonitori di una catastrofe imminente. Lasciati da soli a scontare l’incapacità di darsi una ragione, gli abitanti di Chioggia hanno ormai una sola possibilità di comprendere l’enigma di inesplicabili proporzioni da cui sono stati colpiti: quella di interrogare la lingua. Che è vera madre ma anche figlia, inizio e fine di tutto, mistero e rivelazione. E la lingua risponderà, puntuale, in un apocalittico quanto emblematico regolamento di conti finale che non lascerà scampo a nessuno, nell’angosciante monito del vero e ineludibile responsabile di tanto rovesciamento.

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    Far nascere da zero un moderno laboratorio farmaceutico a Bukavu, Zaire, un altro a Bissau, Guinea Bissau. Queste due delle molte imprese che due uomini semplici hanno condotto a termine in Africa nel corso di un paio di decenni. Non professionisti delle grandi organizzazioni internazionali, ma piccoli uomini dal grande cuore, che, giunti alla pensione, hanno impegnato le loro conoscenze tecniche e il loro tempo libero affrontando rischi imprevedibili e pesanti responsabilità. E soffrendo difficoltà ambientali di ogni genere, pratico e culturale. Dagli appunti di uno dei due protagonisti un florilegio di episodi, personaggi e ambienti narrati con il linguaggio di tutti i giorni sul filo di una partecipazione emotiva insopprimibile e toccante.
    E non solo Africa, ma anche altre storie di vita, altre esperienze, hanno fornito all’autore spunti narrativi e poetici capaci di coinvolgere il lettore in una visione commossa e profonda dell’animo umano.


    Africa e dintorni by: Crivellaro Alberto 14,00 11,90

    Far nascere da zero un moderno laboratorio farmaceutico a Bukavu, Zaire, un altro a Bissau, Guinea Bissau. Queste due delle molte imprese che due uomini semplici hanno condotto a termine in Africa nel corso di un paio di decenni. Non professionisti delle grandi organizzazioni internazionali, ma piccoli uomini dal grande cuore, che, giunti alla pensione, hanno impegnato le loro conoscenze tecniche e il loro tempo libero affrontando rischi imprevedibili e pesanti responsabilità. E soffrendo difficoltà ambientali di ogni genere, pratico e culturale. Dagli appunti di uno dei due protagonisti un florilegio di episodi, personaggi e ambienti narrati con il linguaggio di tutti i giorni sul filo di una partecipazione emotiva insopprimibile e toccante.
    E non solo Africa, ma anche altre storie di vita, altre esperienze, hanno fornito all’autore spunti narrativi e poetici capaci di coinvolgere il lettore in una visione commossa e profonda dell’animo umano.

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    Fossa Clodia è una suite articolata secondo i tempi della marea che periodicamente assedia e abbandona Chioggia, la vera protagonista di queste pagine. E proprio come la marea qui la lingua sale attraverso gli interstizi dei luoghi su fino ai tetti della città per poi trasformarsi, ridiscendendo verso il basso da italiana a chioggiotta in un’alternanza di tempi cadenzata dalle diverse scansioni del dove e del quando. E mentre piano piano emerge dal profondo per farsi figura sempre più chiara e distinta, Chioggia anzi, Fossa Clodia, che è nome primordiale della città, viene percorsa in lungo e in largo fino alle sue isole più prossime non solo nei territori, ma anche e soprattutto nelle parole, se è vero che la lingua è mondo e questo può essere abitato.


    Fossa Clodia by: Renzo Cremona 13,90 11,80

    Fossa Clodia è una suite articolata secondo i tempi della marea che periodicamente assedia e abbandona Chioggia, la vera protagonista di queste pagine. E proprio come la marea qui la lingua sale attraverso gli interstizi dei luoghi su fino ai tetti della città per poi trasformarsi, ridiscendendo verso il basso da italiana a chioggiotta in un’alternanza di tempi cadenzata dalle diverse scansioni del dove e del quando. E mentre piano piano emerge dal profondo per farsi figura sempre più chiara e distinta, Chioggia anzi, Fossa Clodia, che è nome primordiale della città, viene percorsa in lungo e in largo fino alle sue isole più prossime non solo nei territori, ma anche e soprattutto nelle parole, se è vero che la lingua è mondo e questo può essere abitato.

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    Tra il Piave e il Soligo è un grande affresco autobiografico dei luoghi della giovinezza e della maturità dell’autore. Un quadro puntuale e bellissimo del Veneto che la memoria difende dal degrado e dall’abbandono, scritto non solo con la precisione dell’osservatore attento ma anche con la passione di chi è innamorato della natura. E, attraverso i luoghi, Orlandi ricompone anche le vicende dolorose e tragiche dell’occupazione nazista dopo l’8 settembre 1943, raccontando con il piglio del narratore episodi personali e particolari inediti delle violenze degli ultimi mesi di guerra e dei molti morti nella zona tra il Piave e il Soligo.


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    Tra il Piave e il Soligo, né vincitori né vinti by: Orlandi Bepi 13,00 6,50

    Tra il Piave e il Soligo è un grande affresco autobiografico dei luoghi della giovinezza e della maturità dell’autore. Un quadro puntuale e bellissimo del Veneto che la memoria difende dal degrado e dall’abbandono, scritto non solo con la precisione dell’osservatore attento ma anche con la passione di chi è innamorato della natura. E, attraverso i luoghi, Orlandi ricompone anche le vicende dolorose e tragiche dell’occupazione nazista dopo l’8 settembre 1943, raccontando con il piglio del narratore episodi personali e particolari inediti delle violenze degli ultimi mesi di guerra e dei molti morti nella zona tra il Piave e il Soligo.