Poesia Contemporanei (57)
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    L’iNella poesia di Giuliana Piovesan si intrecciano, tre livelli: l’immagine del passato, il riconoscimento d’amore e la ricomposta testimonianza del presente. E i tre livelli coesistono in un discorso di piena maturità umana ed espressiva che conosce e pratica, accanto all’esperienza della vita il gioco dell’intelligenza e i riferimenti della cultura. La chiave di lettura è il filo onirico: quel tanto di inventività fantastica, di visionarietà che interviene sempre ad animare le situazioni facendole levitare e caratterizzando in aerea leggerezza le presenze di persone e di paesaggi. I luoghi sono sognati o intravisti nella visione piuttosto che effettivamente documentabili, anche se reali. E questo vale anche per le presenze umane, rese diafane e lattiginose da uno schermo che, mentre le vela, nella loro improvvisa luminosità anche le rivela e, in particolare, per forza e suggestione la presenza di un “tu”, sottolineato con partecipazione anche nel disinganno, che attraversa tutta la raccolta.


    Le immagini dell’aria by: Giuliana Piovesan 10,00 8,50

    Nella poesia di Giuliana Piovesan si intrecciano, tre livelli: l’immagine del passato, il riconoscimento d’amore e la ricomposta testimonianza del presente. E i tre livelli coesistono in un discorso di piena maturità umana ed espressiva che conosce e pratica, accanto all’esperienza della vita il gioco dell’intelligenza e i riferimenti della cultura. La chiave di lettura è il filo onirico: quel tanto di inventività fantastica, di visionarietà che interviene sempre ad animare le situazioni facendole levitare e caratterizzando in aerea leggerezza le presenze di persone e di paesaggi. I luoghi sono sognati o intravisti nella visione piuttosto che effettivamente documentabili, anche se reali. E questo vale anche per le presenze umane, rese diafane e lattiginose da uno schermo che, mentre le vela, nella loro improvvisa luminosità anche le rivela e, in particolare, per forza e suggestione la presenza di un “tu”, sottolineato con partecipazione anche nel disinganno, che attraversa tutta la raccolta.

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    Il discorso dell’amore copre un percorso noto e ricorrente: la dichiarazione, il disagio, la gelosia, l’incontro, l’attesa, la tenerezza, la passione, l’io-ti-amo, l’esclusiva. Ma, proprio perché ci si muove in un territorio usuale, la reinterpretazione del poeta si affida in misura inversamente   proporzionale all’originalità della pronuncia oltre che all’incisività espressiva. È appunto il caso di questo canzoniere d’amore di Giovanni Sato dal titolo subito significativo Le metamorfosi del cuore. Con una bravura istintiva, Giovanni Sato riesce a muoversi ardito e arguto in mezzo ai mille trabocchetti dell’eterna vicenda amorosa, riconsegnandone al lettore un attraversamento personale, del tutto inedito, perfino sorprendente e, in ogni caso, inaspettato.

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    Le metamorfosi del cuore by: Giovanni Sato 15,00 12,75

    Il discorso dell’amore copre un percorso noto e ricorrente: la dichiarazione, il disagio, la gelosia, l’incontro, l’attesa, la tenerezza, la passione, l’io-ti-amo, l’esclusiva. Ma, proprio perché ci si muove in un territorio usuale, la reinterpretazione del poeta si affida in misura inversamente   proporzionale all’originalità della pronuncia oltre che all’incisività espressiva. È appunto il caso di questo canzoniere d’amore di Giovanni Sato dal titolo subito significativo Le metamorfosi del cuore. Con una bravura istintiva, Giovanni Sato riesce a muoversi ardito e arguto in mezzo ai mille trabocchetti dell’eterna vicenda amorosa, riconsegnandone al lettore un attraversamento personale, del tutto inedito, perfino sorprendente e, in ogni caso, inaspettato.

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    L’attesa è una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio: è una delle frasi più belle di Kierkegaard. Ed esprime anche la sensazione che si sperimenta leggendo le poesie di questa raccolta.  È il tempo dell’attesa a segnarne il ritmo: l’attesa della vita che sarà; dell’amore che si anima di presenze costanti e di leggerezze improvvise; dei ricordi più cari preceduti da colori e odori improvvisi; delle immagini curiose che corrono sul finestrino del treno al termine di una giornata di fatica; di un futuro capace di superare ingiustizie e sofferenze; di un bene, in definitiva, piccolo o Grande, che dovrà per forza manifestarsi, per la sola fiducia che come uomini occorre sempre e necessariamente riporvi. Come in uno spontaneo e inesauribile atto di Fede.

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    A pezzi, a bocconi by: Gianna Miola 12,00 10,20

    L’attesa è una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio: è una delle frasi più belle di Kierkegaard. Ed esprime anche la sensazione che si sperimenta leggendo le poesie di questa raccolta.
    È il tempo dell’attesa a segnarne il ritmo: l’attesa della vita che sarà; dell’amore che si anima di presenze costanti e di leggerezze improvvise; dei ricordi più cari preceduti da colori e odori improvvisi; delle immagini curiose che corrono sul finestrino del treno al termine di una giornata di fatica; di un futuro capace di superare ingiustizie e sofferenze; di un bene, in definitiva, piccolo o Grande, che dovrà per forza manifestarsi, per la sola fiducia che come uomini occorre sempre e necessariamente riporvi. Come in uno spontaneo e inesauribile atto di Fede.

     

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    Parusia è un concetto della filosofia platonica: sta ad indicare la presenza della divinità in ogni cosa materiale di cui è fatto il mondo degli uomini. Il riconoscere questa presenza con la fatica, anche con il dolore della ricerca, è il tema di questa raccolta di Gianfranco Jacobellis, capace come pochi di trasferire la dimensione filosofica in limpido pensiero della quotidianità, in una poesia che come ampiamente dimostrato già in passato è dominata da una direttrice intellettuale risolta in chiave lirica. “Cerco la trascendenza (a volte la trovo) in ogni attività umana … come una riva di salvezza”. La ricomposizione delle forze incommensurabili, l’incontro della linearità dell’eterno e della puntiformità del quotidiano, contraddistinguono queste nuove poesie di Jacobellis.

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    Parusia by: Gianfranco Jacobellis 15,00 12,75

    Parusia è un concetto della filosofia platonica: sta ad indicare la presenza della divinità in ogni cosa materiale di cui è fatto il mondo degli uomini. Il riconoscere questa presenza con la fatica, anche con il dolore della ricerca, è il tema di questa raccolta di Gianfranco Jacobellis, capace come pochi di trasferire la dimensione filosofica in limpido pensiero della quotidianità, in una poesia che come ampiamente dimostrato già in passato è dominata da una direttrice intellettuale risolta in chiave lirica. “Cerco la trascendenza (a volte la trovo) in ogni attività umana … come una riva di salvezza”. La ricomposizione delle forze incommensurabili, l’incontro della linearità dell’eterno e della puntiformità del quotidiano, contraddistinguono queste nuove poesie di Jacobellis.

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    Al centro di questo libro si pone la mitologia del quotidiano, còlta nel suo paesaggio privilegiato, quello urbano, con i suoi esterni ed interni, case, strade, dove mostruoso rilievo acquistano i resti di quella civiltà meccanica che, accompagnandoci ormai costantemente senza mollarci attraverso computer e cellulari, mentre ci offre nuove e più larghe opportunità, ci assedia e ci svuota di ogni personalità.

    “La solitudine dei metrò” ha vinto la quinta edizione del premio internazionale di letteratura “Toscana in Poesia” 2014, sezione “Volume edito di poesia”.


    La solitudine dei metrò by: Consoli Carmelo 11,00 5,50

    Al centro di questo libro si pone la mitologia del quotidiano, còlta nel suo paesaggio privilegiato, quello urbano, con i suoi esterni ed interni, case, strade, dove mostruoso rilievo acquistano i resti di quella civiltà meccanica che, accompagnandoci ormai costantemente senza mollarci attraverso computer e cellulari, mentre ci offre nuove e più larghe opportunità, ci assedia e ci svuota di ogni personalità.

    “La solitudine dei metrò” ha vinto la quinta edizione del premio internazionale di letteratura “Toscana in Poesia” 2014, sezione “Volume edito di poesia”.

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    In questa nuova raccolta di Emanuele Giudice, insieme compimento di un’intera produzione e lascito testamentario ai suoi lettori, poesie più articolate e distese s’accompagnano ad altre brevi e icastiche come epigrammi, spesso singole immagini che valgono come tasselli interpretativi del reale. Ma l’autore cerca e sonda il mistero, aspira a tenersi lontano dagli inganni dell’apparenza, capace di immaginare ciò che non finisce (“ma oltre la rete di ragno che m’invento / vedo stelle a miliardi  / contendersi la notte  e rimuovere / caverne e pudori”).  In un’ottica che, da laica, si rivela esplicitamente religiosa, ma non devozionale, appaiono qui alcuni capisaldi di maggior respiro, come Voltiamo pagina, Tra il lamento e il grido, Come mai?, Verbo, Chi ci salverà?, Tempo di muri e siepi, perfettamente integrati nel tessuto del discorso e, nondimeno, inevitabilmente vocati ad emergerne come indicazione di percorso.


    Oltre la tela di ragno che m’invento by: Giudice Emanuele 11,50 5,75

    In questa nuova raccolta di Emanuele Giudice, insieme compimento di un’intera produzione e lascito testamentario ai suoi lettori, poesie più articolate e distese s’accompagnano ad altre brevi e icastiche come epigrammi, spesso singole immagini che valgono come tasselli interpretativi del reale. Ma l’autore cerca e sonda il mistero, aspira a tenersi lontano dagli inganni dell’apparenza, capace di immaginare ciò che non finisce (“ma oltre la rete di ragno che m’invento / vedo stelle a miliardi  / contendersi la notte  e rimuovere / caverne e pudori”).  In un’ottica che, da laica, si rivela esplicitamente religiosa, ma non devozionale, appaiono qui alcuni capisaldi di maggior respiro, come Voltiamo pagina, Tra il lamento e il grido, Come mai?, Verbo, Chi ci salverà?, Tempo di muri e siepi, perfettamente integrati nel tessuto del discorso e, nondimeno, inevitabilmente vocati ad emergerne come indicazione di percorso.

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    Dal confronto della realtà con i fantasmi del profondo e dalla sua esperienza di vita, comprese le delusioni, le sconfitte e le frantumazioni, Renzia D’Incà esce con la volontà di dare testimonianza delle aporie del mondo attraverso la poesia, in piccoli quadri incantati che si ancorano sempre a un luogo, a un’ora e a una stagione del passato remoto, scivolando via come piccoli frammenti di un insieme sbriciolato. Attraverso il riemerso dal profondo dell’inconscio, ripercorre con ansia e forza visionaria il rapporto tra il sé e il mistero della vita. Tale percorso di autoconoscenza si traduce in una lingua intarsiata, specchio di quella condizione psicologica che continuamente si divarica nel groviglio del pensiero, che è il groviglio stesso dell’esistenza, in cui si agitano tutti i motivi e tutte le occasioni: gli affetti, l’amicizia, la morte, il tempo, la sofferenza, la storia, il mondo.


    Bambina con draghi by: D’Incà Renzia 8,00 4,00

    Dal confronto della realtà con i fantasmi del profondo e dalla sua esperienza di vita, comprese le delusioni, le sconfitte e le frantumazioni, Renzia D’Incà esce con la volontà di dare testimonianza delle aporie del mondo attraverso la poesia, in piccoli quadri incantati che si ancorano sempre a un luogo, a un’ora e a una stagione del passato remoto, scivolando via come piccoli frammenti di un insieme sbriciolato. Attraverso il riemerso dal profondo dell’inconscio, ripercorre con ansia e forza visionaria il rapporto tra il sé e il mistero della vita. Tale percorso di autoconoscenza si traduce in una lingua intarsiata, specchio di quella condizione psicologica che continuamente si divarica nel groviglio del pensiero, che è il groviglio stesso dell’esistenza, in cui si agitano tutti i motivi e tutte le occasioni: gli affetti, l’amicizia, la morte, il tempo, la sofferenza, la storia, il mondo.

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    Ci sono, nelle pagine di questo originale e nuovissimo canzoniere d’amore intitolato Notturno a contrasto dell’avanzare dei primi effetti del buio, l’ebbrezza della felicità dei sentimenti, il gusto della bellezza, l’avventura dell’emozione. Ci sono l’amore dell’amore, ma anche il senso della straordinaria potenza vivificante dell’amore. Ogni stimolo esterno si fa sentimento e quel sentimento “ditta dentro” la poesia che, con intensa emotività, intreccia l’amore ai problemi esistenziali proiettando tutto nel mondo esterno, dove però i sentimenti si fanno intimi e sacri come in un santuario privato.


    Notturno by: Maria Antonia Maso Borso 13,00 6,50

    Ci sono, nelle pagine di questo originale e nuovissimo canzoniere d’amore intitolato Notturno a contrasto dell’avanzare dei primi effetti del buio, l’ebbrezza della felicità dei sentimenti, il gusto della bellezza, l’avventura dell’emozione. Ci sono l’amore dell’amore, ma anche il senso della straordinaria potenza vivificante dell’amore. Ogni stimolo esterno si fa sentimento e quel sentimento “ditta dentro” la poesia che, con intensa emotività, intreccia l’amore ai problemi esistenziali proiettando tutto nel mondo esterno, dove però i sentimenti si fanno intimi e sacri come in un santuario privato.

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    Dialoghi imperfetti è un libro compatto, scandito in sei parti o atti, e ha come protagonista il dialogo nel suo sforzo di realizzare la comunicazione tra le persone e, prima di tutto, con se stessi. Attraverso i sei Dialoghi, dell’amore, delle donne, della vita, del mare, della poesia e infine dialogo di un matrimonio, l’autrice mette a nudo i sentimenti, le ansie esistenziali, i sogni, la precarietà e le speranze, insomma le cose della vita, senza volontà consolatoria e senza aloni di nostalgia. In un intreccio costante di lirismo e racconto, di scansione del ritmo e quotidianità del lessico, in una pronuncia drammaturgica che fa sentire il lettore già seduto in poltrona a teatro.


    Dialoghi imperfetti by: Patrizia Riscica 10,00 5,00

    Dialoghi imperfetti è un libro compatto, scandito in sei parti o atti, e ha come protagonista il dialogo nel suo sforzo di realizzare la comunicazione tra le persone e, prima di tutto, con se stessi. Attraverso i sei Dialoghi, dell’amore, delle donne, della vita, del mare, della poesia e infine dialogo di un matrimonio, l’autrice mette a nudo i sentimenti, le ansie esistenziali, i sogni, la precarietà e le speranze, insomma le cose della vita, senza volontà consolatoria e senza aloni di nostalgia. In un intreccio costante di lirismo e racconto, di scansione del ritmo e quotidianità del lessico, in una pronuncia drammaturgica che fa sentire il lettore già seduto in poltrona a teatro.

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    n questa raccolta di Poesie, dal titolo subito significativo, insieme propositivo e ironicamente propiziatorio, Di Amore in Meglio, Elena di Cunzolo riesce a muoversi ardita e arguta in mezzo ai mille trabocchetti dell’eterna vicenda amorosa; riconsegnandone al lettore un attraversamento inedito, perfino sorprendente e, in ogni caso inaspettato, nella forma inquietante della poesia che tutto evoca e disperde. All’amato assente, l’autrice fa continuamente il discorso della sua assenza. L’altro è assente come referente e presente come allocutore: ne deriva il carattere imperativo del tempo “presente”, che è il tempo vero dell’amore.


    Di amore in meglio by: Di Cunzolo Elena 10,00 5,00

    In questa raccolta di Poesie, dal titolo subito significativo, insieme propositivo e ironicamente propiziatorio, Di Amore in Meglio, Elena di Cunzolo riesce a muoversi ardita e arguta in mezzo ai mille trabocchetti dell’eterna vicenda amorosa; riconsegnandone al lettore un attraversamento inedito, perfino sorprendente e, in ogni caso inaspettato, nella forma inquietante della poesia che tutto evoca e disperde. All’amato assente, l’autrice fa continuamente il discorso della sua assenza. L’altro è assente come referente e presente come allocutore: ne deriva il carattere imperativo del tempo “presente”, che è il tempo vero dell’amore.

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    C’è un’inquietudine nella poesia di Angelo Lamberti – come una vena d’acqua sotterranea, un fremito cardiaco che percorre e innerva tutto il succedersi tematico de Il Signor Franz K.  Si sente nell’intrecciarsi e nel ricorrere dei temi: la morte, l’indagine, lo sguardo, l’infanzia, il potere della parola scritta, l’incontro di finzione e realtà.  Si sente nei sussulti del linguaggio, l’annodarsi improvviso di assonanze e gruppi consonantici, di giustapposizioni ed echi, il luccichio infrequente di una rima.  Si sente nella rete fitta di richiami a lavori e raccolte precedenti, quasi un appello di pietre miliari disseminate lungo decenni di ricerca poetica. Si sente nella tensione di un tracciato che, talvolta sommerso ma assiduo di sequenza in sequenza, si apprezza interamente solo a ritroso, in tutta la sua profondità ramificata.

    Dalla Prefazione di Chiara Prezzavento


    Il signor Franz K. by: Lamberti Angelo 12,50 7,50

    C’è un’inquietudine nella poesia di Angelo Lamberti – come una vena d’acqua sotterranea, un fremito cardiaco che percorre e innerva tutto il succedersi tematico de Il Signor Franz K.  Si sente nell’intrecciarsi e nel ricorrere dei temi: la morte, l’indagine, lo sguardo, l’infanzia, il potere della parola scritta, l’incontro di finzione e realtà.  Si sente nei sussulti del linguaggio, l’annodarsi improvviso di assonanze e gruppi consonantici, di giustapposizioni ed echi, il luccichio infrequente di una rima.  Si sente nella rete fitta di richiami a lavori e raccolte precedenti, quasi un appello di pietre miliari disseminate lungo decenni di ricerca poetica. Si sente nella tensione di un tracciato che, talvolta sommerso ma assiduo di sequenza in sequenza, si apprezza interamente solo a ritroso, in tutta la sua profondità ramificata.

    Dalla Prefazione di Chiara Prezzavento

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    Il titolo di questa raccolta poetica indica il crinale dal quale lo sguardo tenta di indagare, da un lato, la quotidianità della nostra esistenza e, dall’altro, la forza dei sentimenti e della speranza. L’indagine è affidata a una galleria di ritratti che rappresentano altrettante “sfumature” dell’esperienza umana come l’amore, la felicità, la fede ed infine la memoria, intesa non come rimpianto, ma come tesoro inestimabile, punto di partenza per ricreare ciò che è andato perduto. Con una intensa cifra lirica, l’autrice porta l’indagine esistenziale a risultanze di valore universale.


    Che tutto sembri vero by: Giabardo Manuela 10,00 6,00

    Il titolo di questa raccolta poetica indica il crinale dal quale lo sguardo tenta di indagare, da un lato, la quotidianità della nostra esistenza e, dall’altro, la forza dei sentimenti e della speranza. L’indagine è affidata a una galleria di ritratti che rappresentano altrettante “sfumature” dell’esperienza umana come l’amore, la felicità, la fede ed infine la memoria, intesa non come rimpianto, ma come tesoro inestimabile, punto di partenza per ricreare ciò che è andato perduto. Con una intensa cifra lirica, l’autrice porta l’indagine esistenziale a risultanze di valore universale.