Narrativa (24)
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    Il Premio di Microeditoria Italiana 2020 ha assegnato il Marchio di Qualità a Il castrato di Vivaldi  
    Se si esclude una novella di Balzac, Sarrasine, mai il tema del castratismo, prima del romanzo di Gian Domenico Mazzocato, era stato affrontato dalla narrativa europea. Di questo fenomeno che attraversa i secoli e giunge fin quasi ai nostri giorni (possediamo, in registrazione, la voce dell’ultimo castrato della cappella Sistina) si conosce pochissimo. Angelo Sugamosto vive a Venezia, Parigi, Londra. Conosce Vivaldi, Goldoni, Händel, Casanova. E il divino Farinelli, il castrato più famoso. Ha infinite amanti. I castrati perdevano la capacità di procreare ma non la virilità.  Tuttavia il Sugamosto di Mazzocato è eroe dolente e inquieto. Odia la sua condizione e i suoi genitori. Cerca qualcuno che scriva la sua storia e la porti sul palcoscenico. Il dramma della solitudine e della disperazione. La povertà e l’ambiguità dei rapporti umani. Riuscirà nell’intento in modo inatteso.


    Il castrato di Vivaldi by: Gian Domenico Mazzocato 18,00 15,30

    Se si esclude una novella di Balzac, Sarrasine, mai il tema del castratismo, prima del romanzo di Gian Domenico Mazzocato, era stato affrontato dalla narrativa europea. Di questo fenomeno che attraversa i secoli e giunge fin quasi ai nostri giorni (possediamo, in registrazione, la voce dell’ultimo castrato della cappella Sistina) si conosce pochissimo. Angelo Sugamosto vive a Venezia, Parigi, Londra. Conosce Vivaldi, Goldoni, Händel, Casanova. E il divino Farinelli, il castrato più famoso. Ha infinite amanti. I castrati perdevano la capacità di procreare ma non la virilità.  Tuttavia il Sugamosto di Mazzocato è eroe dolente e inquieto. Odia la sua condizione e i suoi genitori. Cerca qualcuno che scriva la sua storia e la porti sul palcoscenico. Il dramma della solitudine e della disperazione. La povertà e l’ambiguità dei rapporti umani. Riuscirà nell’intento in modo inatteso.

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    Dal ’69, uno stillicidio di bombe e di morti: Piazza Fontana, la questura di Milano, Piazza della Loggia, l’Italicus, Bologna, il rapido 904, Firenze, Roma, le tappe più clamorose e infami del terrore delle bombe. Sono trascorsi 29 anni dalla strage di piazza Fontana quando una donna riceve, il 12 dicembre 1998, 29° anniversario della madre di tutte le bombe, un misterioso e minaccioso diario, definito dall’autore stesso “ordigno”, che rivela alcuni aspetti sconosciuti di quelle vicende. La donna, durante la lettura, inserisce nel manoscritto alcune sue note di commento, destinate ad un misterioso personaggio, non estraneo a quei fatti, che si trova incarcerato in base ad accuse gravissime.

    Non si tratta di un romanzo “storico” in senso stretto, ma attraverso il racconto, che è l’entrare nella vita e il guardare le cose con la curiosità di capire, la Storia si intreccia con una quotidianità fatta anche di piccoli eventi, di nevrosi individuali e collettive, di sogni e di fughe, di follia di chi mescola alla realtà i propri mondi allucinati, rivelandosi al lettore nel suo sviluppo altrimenti incomprensibile. E la formula del diario come felice scelta narrativa consente all’autore di condurre i suoi personaggi lungo il corso della loro vicenda, lasciandoli andare per la loro strada e insieme illuminandoli dal più profondo delle loro coscienze attraverso una minuta indagine psicologica giocata sempre di sponda. Gettando così un fascio di luce nel buio degli anni di piombo della recente storia italiana.


    Quaderni di un terrorista by: Giano Corte Moschin 17,00 14,45

    Dal ’69, uno stillicidio di bombe e di morti: Piazza Fontana, la questura di Milano, Piazza della Loggia, l’Italicus, Bologna, il rapido 904, Firenze, Roma, le tappe più clamorose e infami del terrore delle bombe. Sono trascorsi 29 anni dalla strage di piazza Fontana quando una donna riceve, il 12 dicembre 1998, 29° anniversario della madre di tutte le bombe, un misterioso e minaccioso diario, definito dall’autore stesso “ordigno”, che rivela alcuni aspetti sconosciuti di quelle vicende. La donna, durante la lettura, inserisce nel manoscritto alcune sue note di commento, destinate ad un misterioso personaggio, non estraneo a quei fatti, che si trova incarcerato in base ad accuse gravissime.

    Non si tratta di un romanzo “storico” in senso stretto, ma attraverso il racconto, che è l’entrare nella vita e il guardare le cose con la curiosità di capire, la Storia si intreccia con una quotidianità fatta anche di piccoli eventi, di nevrosi individuali e collettive, di sogni e di fughe, di follia di chi mescola alla realtà i propri mondi allucinati, rivelandosi al lettore nel suo sviluppo altrimenti incomprensibile. E la formula del diario come felice scelta narrativa consente all’autore di condurre i suoi personaggi lungo il corso della loro vicenda, lasciandoli andare per la loro strada e insieme illuminandoli dal più profondo delle loro coscienze attraverso una minuta indagine psicologica giocata sempre di sponda. Gettando così un fascio di luce nel buio degli anni di piombo della recente storia italiana.

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    L’improvvisa scoperta che l’anziano padre è affetto da una patologia senza speranza innesca nel protagonista la catena dei ricordi e lo porta a rivivere il suo percorso giovanile, quando le sue scelte sono entrate in contrasto con le aspettative del genitore. Un romanzo che si sviluppa su vari piani temporali, indagando aspetti (malintesi, sottintesi, rimorsi…), dinamiche ed evoluzione del rapporto padre e figlio e le ragioni di un itinerario esistenziale di ricerca della realizzazione personale. La vicenda si svolge nella Ravenna degli effervescenti e tumultuosi anni Sessanta, con puntate a Venezia e a Grenoble, attraversando gli avvenimenti di quel periodo.


    Fine del primo tempo by: Federico Montanari 14,00 11,90

    L’improvvisa scoperta che l’anziano padre è affetto da una patologia senza speranza innesca nel protagonista la catena dei ricordi e lo porta a rivivere il suo percorso giovanile, quando le sue scelte sono entrate in contrasto con le aspettative del genitore. Un romanzo che si sviluppa su vari piani temporali, indagando aspetti (malintesi, sottintesi, rimorsi…), dinamiche ed evoluzione del rapporto padre e figlio e le ragioni di un itinerario esistenziale di ricerca della realizzazione personale. La vicenda si svolge nella Ravenna degli effervescenti e tumultuosi anni Sessanta, con puntate a Venezia e a Grenoble, attraversando gli avvenimenti di quel periodo.

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    Gli anni che attraversano e seguono la seconda guerra mondiale sono sceneggiati dall’autore attraverso le azioni, i pensieri, le incertezze e i turbamenti dei protagonisti: Silvio, Egidio, Ida, Cloe, Oscar, penetrando nei recessi più segreti di vittime e colpevoli, protagonisti di una vita fatta di azioni o di omissioni che svelano all’improvviso dove si annida il “male quotidiano” con il quale ognuno combatte in cerca della redenzione oppure del verdetto finale della morte. Nel chiuso delle case o nelle vie e nelle piazze di Cimaturrita, con le ambiguità e le contraddizioni della storia d’Italia dal fascismo al dopoguerra, si consumano i misfatti pubblici e privati dei protagonisti di questa vicenda, stanchi di una vita di delusioni e di angosce, con alle spalle un passato incompiuto, inespresso, lancinante, ciascuno nel tentativo di spezzare l’assedio di una solitudine che non concede più spazio ad amori illusori e neppure a passioni che possano restituire un senso alla vita travolta da un male senza nome, sfuggente, insidioso. Grazie a una scrittura scabra e di tenace intensità espressiva, Canali riesce a mettere a nudo il cuore dei suoi personaggi e di un’intera generazione passata attraverso la violenza della guerra e, in questo suo ultimo romanzo, porta alle estreme conseguenze quella che Alessandro Piperno ha definito “l’immaginazione macabra smussata dalla pietà e dalla tenerezza”. In un esercizio della parola dentro l’azione narrativa che è, come aveva ben visto fin dagli inizi Eugenio Montale, una coraggiosa operazione di verità, una battaglia contro la dignità umana offesa.


    Nostro male quotidiano by: Luca Canali 15,00 10,00

    Gli anni che attraversano e seguono la seconda guerra mondiale sono sceneggiati dall’autore attraverso le azioni, i pensieri, le incertezze e i turbamenti dei protagonisti: Silvio, Egidio, Ida, Cloe, Oscar, penetrando nei recessi più segreti di vittime e colpevoli, protagonisti di una vita fatta di azioni o di omissioni che svelano all’improvviso dove si annida il “male quotidiano” con il quale ognuno combatte in cerca della redenzione oppure del verdetto finale della morte. Nel chiuso delle case o nelle vie e nelle piazze di Cimaturrita, con le ambiguità e le contraddizioni della storia d’Italia dal fascismo al dopoguerra, si consumano i misfatti pubblici e privati dei protagonisti di questa vicenda, stanchi di una vita di delusioni e di angosce, con alle spalle un passato incompiuto, inespresso, lancinante, ciascuno nel tentativo di spezzare l’assedio di una solitudine che non concede più spazio ad amori illusori e neppure a passioni che possano restituire un senso alla vita travolta da un male senza nome, sfuggente, insidioso. Grazie a una scrittura scabra e di tenace intensità espressiva, Canali riesce a mettere a nudo il cuore dei suoi personaggi e di un’intera generazione passata attraverso la violenza della guerra e, in questo suo ultimo romanzo, porta alle estreme conseguenze quella che Alessandro Piperno ha definito “l’immaginazione macabra smussata dalla pietà e dalla tenerezza”. In un esercizio della parola dentro l’azione narrativa che è, come aveva ben visto fin dagli inizi Eugenio Montale, una coraggiosa operazione di verità, una battaglia contro la dignità umana offesa.

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    Valter, ingegnere, da poco raggiunta l’età pensionabile, sbarca a Venezia, sua città natale, per vendere l’antica  casa paterna, chiudere definitivamente con un mondo divenutogli estraneo, e archiviare  un passato oramai sbiadito. Ripercorre così le calli e i campielli della città che, data la sua delicatezza, sembra fatta di vetro trasparente sotto il quale si scorge, delicato e fragile, il suo vitale e stanco sistema vascolare. In quel distratto vagare troverà  dei segni e dei significati nuovi, ma soprattutto incontrerà una persona, inquieta presenza femminile, che il suo regolo calcolatore non aveva potuto prevedere. La vita di Walter sarà sconvolta nell’arco di una manciata di giorni e per lui avverrà un inevitabile risveglio dal torpore che per anni lo aveva avviluppato. Venezia accoglierà e proteggerà, con le ombre dei palazzi e le sponde dei ponti, ai bordi della chiassosa invasione dei turisti, la sua metamorfosi e il suo smarrimento. Le luci colorate, che rimbalzano in ogni dove dalle finestre con i verdi scuri, non ancora definitivamente chiuse, gli consentiranno di intravedere la sua antica identità: sarà la riscoperta di un se stesso taciuto, quasi soffocato, per colpa di un’oscura  paura di perdere l’amore e la stessa ragione d’esistere. Sarà la storia della Città di vetro, raccontata appassionatamente da una eccentrica guida, e rivissuta, a persuaderlo a ricercare uno stato nuovo dell’anima e un portale di bianca pietra d’Istria, per sentirsi di nuovo a casa.


    La città di vetro by: Padula Paolo 18,00 10,00

    Valter, ingegnere, da poco raggiunta l’età pensionabile, sbarca a Venezia, sua città natale, per vendere l’antica  casa paterna, chiudere definitivamente con un mondo divenutogli estraneo, e archiviare  un passato oramai sbiadito. Ripercorre così le calli e i campielli della città che, data la sua delicatezza, sembra fatta di vetro trasparente sotto il quale si scorge, delicato e fragile, il suo vitale e stanco sistema vascolare. In quel distratto vagare troverà  dei segni e dei significati nuovi, ma soprattutto incontrerà una persona, inquieta presenza femminile, che il suo regolo calcolatore non aveva potuto prevedere. La vita di Walter sarà sconvolta nell’arco di una manciata di giorni e per lui avverrà un inevitabile risveglio dal torpore che per anni lo aveva avviluppato. Venezia accoglierà e proteggerà, con le ombre dei palazzi e le sponde dei ponti, ai bordi della chiassosa invasione dei turisti, la sua metamorfosi e il suo smarrimento. Le luci colorate, che rimbalzano in ogni dove dalle finestre con i verdi scuri, non ancora definitivamente chiuse, gli consentiranno di intravedere la sua antica identità: sarà la riscoperta di un se stesso taciuto, quasi soffocato, per colpa di un’oscura  paura di perdere l’amore e la stessa ragione d’esistere. Sarà la storia della Città di vetro, raccontata appassionatamente da una eccentrica guida, e rivissuta, a persuaderlo a ricercare uno stato nuovo dell’anima e un portale di bianca pietra d’Istria, per sentirsi di nuovo a casa.

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    Un incrocio di vite e di destini, sull’antica via Francigena. Quattro ragazzi sui vent’anni, in viaggio di istruzione, capitati per caso attorno allo stesso tavolo di una locanda, cominciano a raccontarsi vite ed esperienze come amici di lunga data. Ciascuno di loro confessa all’altro la propria fiera opposizione all’ordine iniquo e alla natura turpe dei potenti del tempo. In breve, ognuno di loro si troverà all’improvviso, per uno sciagurato accidente, sulla soglia di una metamorfosi radicale, di scelte definitive. Si incaricherà poi la violenza della natura di scatenare una furia distruttrice non soltanto sulla terra all’intorno, ma anche nell’animo di ognuno. Bernardino Telesio, Etienne Dolet, Michele Serveto, Francois Rabelais, vissero tutti negli stessi anni, e i primi tre erano poco più che ventenni in quella fatidica estate del 1535, quando – come racconta lo stesso Telesio nei suoi scritti – un gigantesco meteorite si abbatté al suolo provocando sciagura e morte in un vastissimo tratto di territorio. Sopravvissuti, decideranno di perseguire fino in fondo il loro intento più nobile, quello di contrastare il vero nemico che minaccia ogni uomo: la degenerazione della propria libertà.


    La meteora di luglio by: Lo Monaco Adriano 18,00 10,00

    Un incrocio di vite e di destini, sull’antica via Francigena. Quattro ragazzi sui vent’anni, in viaggio di istruzione, capitati per caso attorno allo stesso tavolo di una locanda, cominciano a raccontarsi vite ed esperienze come amici di lunga data. Ciascuno di loro confessa all’altro la propria fiera opposizione all’ordine iniquo e alla natura turpe dei potenti del tempo. In breve, ognuno di loro si troverà all’improvviso, per uno sciagurato accidente, sulla soglia di una metamorfosi radicale, di scelte definitive. Si incaricherà poi la violenza della natura di scatenare una furia distruttrice non soltanto sulla terra all’intorno, ma anche nell’animo di ognuno. Bernardino Telesio, Etienne Dolet, Michele Serveto, Francois Rabelais, vissero tutti negli stessi anni, e i primi tre erano poco più che ventenni in quella fatidica estate del 1535, quando – come racconta lo stesso Telesio nei suoi scritti – un gigantesco meteorite si abbatté al suolo provocando sciagura e morte in un vastissimo tratto di territorio. Sopravvissuti, decideranno di perseguire fino in fondo il loro intento più nobile, quello di contrastare il vero nemico che minaccia ogni uomo: la degenerazione della propria libertà.

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    un’intrigante radiografia del profondo che si combina con l’andamento narrativo del giallo storico.


    L’eresia degli Asconditi by: 14,00 7,00

    Incaricato del restauro di una misteriosa Gloria in marmo, un ex professore di discipline artistiche vive un’intensa vicenda spirituale grazie al contatto con il gruppo marmoreo, distrutto per volontà del Tribunale dell’Inquisizione, e con la figura del suo autore, uno scultore del Seicento al tempo stesso Beato e processato come eretico… un’intrigante radiografia del profondo che si combina con l’andamento narrativo del giallo storico.

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    Sullo sfondo di una Belle Epoque su cui incombe l’incubo della fine, fra la Trieste mitteleuropea e la splendida decadenza di una Vienna inconsapevole dell’incombente tragedia, si consuma il dramma di un musicista, Anton Giuliani, votato alla ricerca di un’arte ideale. L’ennesima disillusione porta il protagonista a ritirarsi in una solitudine di quindici anni, nel quale il suo talento sembra destinato a tacere per sempre. Sarà la morte improvvisa della madre, che aveva sempre creduto in lui, a spingere Anton a riprendere il suo percorso artistico, iniziando da quel momento un cammino, che sarà insieme ricerca e smarrimento, esaltazione e cedimento, in cui la vita penetrerà sempre più a fondo nella creazione artistica e viceversa, rivelando al tormentato protagonista l’impossibilità di scindere l’aspirazione ideale dalla crudezza della realtà, e insieme la via di un’arte rivelatrice della sua identità umana, definitiva conquista, che lo innalzerà all’ immortalità della memoria.


    Ascesa al regno degli immortali by: Alessandro Pierfederici 19,00 9,50

    Sullo sfondo di una Belle Epoque su cui incombe l’incubo della fine, fra la Trieste mitteleuropea e la splendida decadenza di una Vienna inconsapevole dell’incombente tragedia, si consuma il dramma di un musicista, Anton Giuliani, votato alla ricerca di un’arte ideale. L’ennesima disillusione porta il protagonista a ritirarsi in una solitudine di quindici anni, nel quale il suo talento sembra destinato a tacere per sempre. Sarà la morte improvvisa della madre, che aveva sempre creduto in lui, a spingere Anton a riprendere il suo percorso artistico, iniziando da quel momento un cammino, che sarà insieme ricerca e smarrimento, esaltazione e cedimento, in cui la vita penetrerà sempre più a fondo nella creazione artistica e viceversa, rivelando al tormentato protagonista l’impossibilità di scindere l’aspirazione ideale dalla crudezza della realtà, e insieme la via di un’arte rivelatrice della sua identità umana, definitiva conquista, che lo innalzerà all’ immortalità della memoria.

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    Ogni pagina di “Napoli 3.0” potrebbe apparire come un itinerario a tutto tondo, da seguire con gli occhi del turista, mentre in realtà è il racconto di tre donne intente ad affrontare la propria vita in una città intrecciata da contraddizioni e atavici misteri non senza un sottofondo di ironia che funge da panacea.


    Napoli 3.0 Sguardi sulla città by: Mariacarla Rubinacci 10,00 8,50

    Ogni pagina di “Napoli 3.0” potrebbe apparire come un itinerario a tutto tondo, da seguire con gli occhi del turista, mentre in realtà è il racconto di tre donne intente ad affrontare la propria vita in una città intrecciata da contraddizioni e atavici misteri non senza un sottofondo di ironia che funge da panacea. Le tre protagoniste del viaggio che la Rubinacci ha proposto, sono legate infatti dall’unico vestito vero di questa città dalle braccia aperte, colme di profumi, di sapori, di anfratti misteriosi, di voci scandite nella lingua propria del popolo, di condivisione che si trasforma in integrazione, di rinascita e di dignità. Tutto nasce dall’esigenza dell’autrice di smantellare lo stereotipo detto “Vedi Napoli e poi muori” trasformandolo in “Vedi Napoli e poi…Torni”. Il romanzo è dunque un invito a rivivere Napoli.

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    Le protagoniste di questo romanzo, Sandra e Mara, sono due amiche impegnate in una grande storia d’amore, vissuta sotto il velo del silenzio e tenuta forzatamente nascosta agli occhi del mondo incapace di saper ascoltare e dare spazio.


    Chi ha raccolto le conchiglie by: Mariacarla Rubinacci 12,00 6,00

    Le protagoniste di questo romanzo, Sandra e Mara, sono due amiche impegnate in una grande storia d’amore, vissuta sotto il velo del silenzio e tenuta forzatamente nascosta agli occhi del mondo incapace di saper ascoltare e dare spazio. Il filo conduttore è dunque l’amore, il sentimento che per l’autrice fa da propulsore e che muove da sempre i comportamenti umani, ma che soprattutto muove lei nello scrivere di vicende che hanno anche un fondamento sociale, come appunto quello affrontato in queste intense pagine di una storia di donne. Lo stile narrativo è asciutto e compatto, senza perdere la fluida freschezza del linguaggio moderno, ben strutturato e del tutto consono alla descrizione della storia e degli avvenimenti. Le conchiglie cui si allude nel titolo rappresentano il codice occulto di un dialogo interrotto e poi ripreso quando finalmente una mano si allungherà a raccoglierle.

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    Lord Glenn rappresenta il seguito delle avventure di Glen Amatissimo. Al lettore viene proposto Il manoscritto di Ossolungi quale seguito inatteso de Il manoscritto di Missolungi di Frederic Prokosch, rivelando in Lord Glenn il vero erede di Byron.


    Lord Glenn L’anima di Byron nel cuore di un cane by: Maurer Brina 14,00 7,00

    Lord Glenn rappresenta il seguito delle avventure di Glen Amatissimo. Al lettore viene proposto Il manoscritto di Ossolungi quale seguito inatteso de Il manoscritto di Missolungi di Frederic Prokosch, rivelando in Lord Glenn il vero erede di Byron. A conti fatti, questo di certo non è un libro sui cani, è un grande libro d’amore, ma sull’amore fa inedita luce. Forse il romanzo più libero, inventivo di Brina Maurer.

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    Quali furono le “cause” che portarono alla così detta Notte dei cristalli nella Germania nazista del 1938? Ce la rivela questo romanzo facendoci toccare con mano come tutto fosse stato congegnato a bella posta dall’intelligence nazista. Il racconto è basato su dati storici autentici, poco noti ai più, e ci conduce dietro alla tensione di un giallo, dentro le trame in cui i servizi segreti tedeschi invischiano il giovane ebreo polacco Herschel, ribattezzato in codice Ganymede, che vive a Parigi ed è l’amante di un diplomatico dell’ambasciata germanica nella capitale francese. Ricco di suggestive atmosfere nella Parigi degli anni trenta e nella Berlino del Terzo Reich, il romanzo si segnala sul piano letterario per la costruzione binaria dei capitoli che, nel gioco serrato in cui si va chiudendo la trappola, alterna personaggi inquieti e inquietanti che si stagliano in tutta la loro forza drammatica in queste pagine abilmente giocate tra ricostruzione storica e indagine psicologica.


    Ganymede e la notte dei cristalli by: Franco Massari 16,00 8,00

    Quali furono le “cause” che portarono alla così detta Notte dei cristalli nella Germania nazista del 1938? Ce la rivela questo romanzo facendoci toccare con mano come tutto fosse stato congegnato a bella posta dall’intelligence nazista. Il racconto è basato su dati storici autentici, poco noti ai più, e ci conduce dietro alla tensione di un giallo, dentro le trame in cui i servizi segreti tedeschi invischiano il giovane ebreo polacco Herschel, ribattezzato in codice Ganymede, che vive a Parigi ed è l’amante di un diplomatico dell’ambasciata germanica nella capitale francese. Ricco di suggestive atmosfere nella Parigi degli anni trenta e nella Berlino del Terzo Reich, il romanzo si segnala sul piano letterario per la costruzione binaria dei capitoli che, nel gioco serrato in cui si va chiudendo la trappola, alterna personaggi inquieti e inquietanti che si stagliano in tutta la loro forza drammatica in queste pagine abilmente giocate tra ricostruzione storica e indagine psicologica.